Evento
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, scaduto al 30 giugno, ha messo in campo miliardi che hanno permesso agli operatori di trasporto pubblico italiani di rinnovare in larga parte i parchi mezzi: negli ultimi due anni, 2026 compreso, circa il 70% dei nuovi autobus urbani è elettrico a batteria. E la tecnologia “alla spina” sta arrivando con vigore anche nel Classe II.
Ora, però, il Pnrr è finito: aprendo il portafoglio rimangono “solo” da giocarsi le banconote del Piano Nazionale Strategico della Mobilità Sostenibile e di alcuni fondi complementari, non paragonabili alla quantità di finanziamenti di cui si è goduto in questi anni. Anni che hanno spinto il mercato, aiutando i costruttori e gli operatori, ma che rischiano di essere una parentesi? Un’opportunità sprecata?
La sfida principale, non da oggi, non è tanto produrre i veicoli e consegnarli, quanto metterli in strada e soprattutto mantenerli in servizio. Gli operatori Tpl hanno infrastrutture pronte e sufficienti a garantire l’operatività del servizio dei mezzi di nuova generazione? Hanno le sufficienti competenze per gestire le tecnologie? Ma più che un tema di formazione del personale e di competenze – tema che esiste –, è un tema di sostenibilità economica: ci sono le risorse, in tempi di crisi energetica, per mantenere oliati gli ingranaggi e mantenere in moto la macchina del tpl tricolore?
A cura di: Autobus - Vado e Torno Edizioni
26 novembre , 11:30 - 13:00
Lingua dell'evento
italiano
Categoria
Mobility Innovation Tour