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24-26 Novembre 2026  IBE Intermobility Future Ways
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Trasporto del futuro: autobus, servizi flessibili e nuove professioni verso IBE 2026

Trasporto del futuro: autobus, servizi flessibili e nuove professioni verso IBE 2026

Il trasporto passeggeri italiano sta cambiando insieme alle abitudini di mobilità delle persone.

Aumentano gli spostamenti quotidiani, diminuiscono le distanze medie percorse e cresce la circolazione degli autobus sulla rete nazionale.

È la fotografia restituita dall’Osservatorio sulle tendenze della mobilità di passeggeri e merci del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiornato al primo trimestre 2026. Il rapporto riunisce dati sulla mobilità degli italiani, sui transiti degli autobus, sui passeggeri di un campione di servizi collettivi e sull’evoluzione complessiva del TPL.

I numeri descrivono uno scenario nel quale non basta aumentare il servizio. Diventa necessario ripensare collegamenti, frequenze, tecnologie e competenze, per rispondere a una domanda più frammentata e differente da territorio a territorio.



Trasporto e mobilità: oltre 91 milioni di spostamenti al giorno

A marzo 2026, la popolazione di riferimento analizzata attraverso i dati telefonici comprende circa 50,70 milioni di utenti. Ogni giorno si spostano mediamente 36,25 milioni di persone. Pari al 71,5% del totale.

Ciascun viaggiatore effettua in media 2,52 spostamenti al giorno. Un volume complessivo di 91,28 milioni di spostamenti quotidiani. Le percorrenze generate superano i 2,1 miliardi di spostamenti-chilometro al giorno.

La distanza media è pari a 23,08 chilometri per singolo spostamento, mentre ogni persona mobile percorre complessivamente 58,16 chilometri al giorno.

Il confronto con marzo 2025 mostra una domanda pressoché stabile per numero di persone, ma più intensa per frequenza degli spostamenti:

  • gli utenti medi diminuiscono dello 0,31%;
  • la popolazione mobile si riduce dello 0,12%;
  • la quota di popolazione mobile cresce dello 0,19%;
  • gli spostamenti medi pro-capite aumentano dell’1,61%;
  • gli spostamenti complessivi crescono dell’1,51%;
  • gli spostamenti-chilometro diminuiscono del 2,36%;
  • la percorrenza media per viaggio cala del 3,83%;
  • la distanza giornaliera per viaggiatore si riduce del 2,28%.

Rispetto a dicembre 2025, la popolazione mobile aumenta invece dell’1,15% e gli spostamenti giornalieri dell’1,57%. La percorrenza media per viaggio diminuisce del 3,35%, determinando una flessione dell’1,82% degli spostamenti-chilometro complessivi.

Il quadro è quindi quello di persone che si muovono con maggiore frequenza, ma su tragitti mediamente più brevi. Un cambiamento che incide direttamente sulla progettazione del trasporto pubblico e dei collegamenti locali.

La mobilità si concentra sulle distanze brevi e medie

La maggior parte degli spostamenti ha carattere locale. Pur escludendo dalla rilevazione i movimenti inferiori agli 800 metri, a marzo 2026 il 43,3% degli utenti giornalieri si sposta entro 25 chilometri.

La percentuale supera il 68% considerando tutti gli spostamenti entro i 50 chilometri. Oltre due persone mobili su tre effettuano quindi tragitti che si sviluppano prevalentemente su scala urbana, suburbana o intercomunale.

Anche l’organizzazione settimanale della mobilità presenta differenze significative. Nei giorni feriali vengono effettuati mediamente 92,97 milioni di spostamenti al giorno. Nei giorni festivi e prefestivi il valore scende a 87,16 milioni, circa il 6,3% in meno.

Durante i giorni lavorativi:

  • ogni viaggiatore effettua 2,53 spostamenti;
  • si generano circa 2,09 miliardi di spostamenti-chilometro al giorno;
  • gli spostamenti crescono dell’1,37% rispetto a marzo 2025;
  • gli spostamenti-chilometro diminuiscono del 2,82%.

Nei giorni festivi e prefestivi:

  • gli spostamenti pro-capite scendono a 2,49;
  • gli spostamenti-chilometro raggiungono circa 2,15 miliardi al giorno;
  • gli spostamenti complessivi aumentano dell’1,18% su base annua;
  • gli spostamenti-chilometro diminuiscono dell’1,21%.

Nel fine settimana si effettuano dunque meno viaggi, ma su distanze mediamente superiori del 2,8% rispetto ai giorni feriali.

Esigenze diverse tra regioni e territori

Il quadro territoriale è tutt’altro che uniforme. A marzo 2026, la quota di popolazione mobile si ferma intorno al 65% in Liguria, Puglia, Sicilia e Sardegna, mentre nelle Marche, in Umbria e in Abruzzo arriva vicino all’80%. Nel resto d’Italia, il dato si mantiene per lo più tra il 70% e il 75%.

Il rapporto segnala inoltre che alcune province non capoluogo presentano una quota di popolazione mobile superiore a quella rilevata nei grandi centri. La minore disponibilità locale di servizi e opportunità può infatti rendere necessari spostamenti quotidiani più frequenti o più lunghi.

Molise e Basilicata si distinguono per il maggior numero di chilometri percorsi pro capite. È un’indicazione importante per il trasporto nei territori meno densamente popolati, dove linee e frequenze pensate per i grandi sistemi urbani possono risultare poco efficaci.

Le matrici regionali relative a ottobre 2025 mostrano inoltre che circa il 6% della mobilità di un giorno feriale medio ha origine o destinazione fuori dalla regione. Nei giorni festivi la quota sale al 9%.

Gli spostamenti extraregionali rappresentano appena l’1-2% del totale in Sicilia e Sardegna. Raggiungono valori compresi tra il 14% e il 18% nelle regioni di dimensioni più ridotte, come Basilicata e Molise.

Tra i viaggi che superano i confini regionali, il 78% è di breve o media percorrenza, entro i 250 chilometri. In Umbria, Valle d’Aosta, Basilicata e Molise questa quota arriva o supera il 90%.

Trasporto con autobus: aumentano i transiti sulla rete ANAS

Il dato più direttamente riferito agli autobus riguarda il Traffico Giornaliero Medio rilevato sulla rete ANAS.

Sulla rete ANAS gli autobus hanno chiuso il primo trimestre 2026 con transiti in aumento del 3% su base annua. Un risultato che interrompe la fase piatta osservata negli ultimi mesi del 2025.

Il dato acquista ancora più peso nel confronto con il 2019: nei primi tre mesi del 2026 la circolazione degli autobus è stata superiore del 9% rispetto al periodo pre-pandemico.

La serie storica riportata dal MIT mostra questo andamento:

  • -25% nel 2020 rispetto al 2019;
  • +21% nel 2021;
  • +6% nel 2022;
  • +5% nel 2023;
  • +2% nel 2024;
  • variazione sostanzialmente nulla nel 2025;
  • +3% tra gennaio e marzo 2026.

Questo indicatore misura il passaggio dei veicoli, non il numero dei passeggeri. Il +3% non rappresenta quindi una crescita equivalente degli utenti degli autobus, ma segnala una maggiore intensità di circolazione dei mezzi sulla rete nazionale.

Domanda e offerta dei servizi in autobus

Il rapporto del MIT affianca ai dati sui transiti della rete ANAS un’analisi mensile della domanda e dell’offerta di alcuni servizi in autobus.

La serie storica, aggiornata a marzo 2026, mostra un recupero progressivo dopo il forte calo del 2020, seguito da una fase di consolidamento. All’inizio del 2026 il quadro torna a rafforzarsi: tra febbraio e marzo aumentano sia i passeggeri sia i bus-chilometro erogati e, a marzo, l’indice della domanda supera il livello di gennaio 2020, assunto dal rapporto come base 100.

Il campione osservato dal MIT mette insieme realtà diverse ma complementari: TPL urbano ed extraurbano, lunga percorrenza e servizi turistici. Ne fanno parte Busitalia Campania, Busitalia Sita Nord, Busitalia Veneto, FlixBus Italia e Firenze City Sightseeing, con una presenza rilevante in Campania, Veneto, Umbria e Toscana.

La lettura congiunta di questi operatori restituisce un settore articolato, nel quale domanda e offerta hanno consolidato il recupero post-pandemico e continuano a muoversi secondo dinamiche legate ai territori, ai periodi dell’anno e alla natura del servizio.

Il TPL sfiora 4,9 miliardi di passeggeri

Per il quadro complessivo del Trasporto Pubblico Locale, l’ultimo anno disponibile nel rapporto è il 2024.

Considerando insieme autobus, metropolitane, tram, navigazione e servizi ferroviari locali, la domanda raggiunge quasi 4,9 miliardi di passeggeri. Il dato è superiore di circa l’1% rispetto al 2023, ma rimane dell’11% inferiore al 2019, quando i passeggeri erano circa 5,5 miliardi.

La dinamica annuale mostra:

  • -48% nel 2020 rispetto al 2019;
  • +10% nel 2021;
  • +34% nel 2022;
  • +16% nel 2023;
  • +1% nel 2024.

Nel 2024 i passeggeri del trasporto pubblico sono cresciuti dell’1%.

Il recupero rispetto al 2019, però, si è fermato. Il divario resta all’11%, lo stesso valore registrato nel 2023. Negli anni precedenti era sceso dal 43% del 2020 al 24% del 2021, fino al 12% del 2022.

Dai dati del MIT alle questioni per il settore

Fin qui, la fotografia restituita dall’Osservatorio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il rapporto descrive l’andamento della mobilità e dei servizi, ma non stabilisce automaticamente quali soluzioni debbano essere adottate. I dati evidenziano però alcune questioni precise:

  • gli spostamenti aumentano, ma diventano mediamente più brevi;
  • le esigenze cambiano tra aree urbane, periferie e territori a bassa densità;
  • i transiti degli autobus superano i livelli del 2019;
  • l’offerta del TPL è quasi completamente recuperata;
  • la domanda di passeggeri rimane invece sotto i livelli pre-pandemici.

Su questo terreno si inserisce il confronto proposto da IBE Intermobility Future Ways 2026, in programma dal 24 al 26 novembre alla Fiera di Rimini.

Le attività della manifestazione rappresentano occasioni di approfondimento dedicate alle possibili risposte industriali, tecnologiche e professionali ai fenomeni rilevati.

Servizi flessibili per una domanda più frammentata

Tra le questioni emerse dai dati c’è la necessità di servire spostamenti più brevi, diffusi e variabili nel corso della giornata.

Nei grandi bacini urbani rimangono fondamentali frequenza, capacità e regolarità. Nelle periferie, nei piccoli comuni, nelle aree interne e nelle fasce orarie meno frequentate, un’offerta basata esclusivamente su linee e orari rigidi può invece risultare poco efficace.

Il Demand Responsive Transit, o trasporto a chiamata, permette di adattare percorsi, fermate e orari alle prenotazioni degli utenti. Può integrare le linee convenzionali e migliorare i collegamenti con ospedali, stazioni, poli produttivi, scuole e destinazioni turistiche.

IBE 2026 dedicherà a questo modello il talk “Born to be wild: le prospettive del Demand Responsive Transit”, con un confronto sul contributo dei servizi flessibili alla mobilità del futuro.

La metamorfosi tecnologica dell’autobus

La trasformazione dei servizi procede insieme a quella dei mezzi. L’autobus diventa sempre più un nodo connesso a sistemi di informazione, pagamento, monitoraggio e gestione operativa.

Applicazioni per pianificare il viaggio, bigliettazione elettronica, pagamenti integrati, geolocalizzazione e informazioni in tempo reale possono semplificare l’accesso al servizio. I dati operativi aiutano invece gli operatori a controllare regolarità, puntualità, carichi e utilizzo delle corse.

Le tecnologie interessano anche sicurezza, assistenza alla guida, accessibilità, gestione energetica, manutenzione predittiva, climatizzazione e comfort.

Questi temi saranno approfonditi nell’appuntamento “Ritorno al futuro: la metamorfosi del bus”, previsto durante la seconda giornata di IBE.

La manifestazione ospiterà inoltre, per la prima volta in Italia, la premiazione del “Bus of the Year – Intercity Edition”. Una giuria internazionale composta da 25 giornalisti specializzati valuterà i veicoli per eccellenza tecnologica, sicurezza, sostenibilità, comfort e qualità costruttiva.

Nuove professioni per il trasporto del futuro

L’evoluzione del settore non riguarda soltanto mezzi e piattaforme. Servono professionisti capaci di leggere i dati, organizzare i servizi e mettere in relazione aziende, operatori, amministrazioni e cittadini.

Tra le figure in crescita spicca il Mobility Manager, impegnato nella pianificazione degli spostamenti casa-lavoro e casa-studio e nella promozione di soluzioni collettive e condivise.

Il contributo strategico di questa professione sarà approfondito a IBE in un incontro promosso da ASSTRA, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ANCI.

Dopo l’esperienza di IBE Driving Experience 2025, tornerà inoltre “DEEP TREND® – Interpretare il futuro della mobilità oltre i dati”, la masterclass realizzata con Blue Eggs per esaminare i trend dei prossimi tre anni e supportare le scelte strategiche delle imprese.

Startup e innovazione applicata alla mobilità

La trasformazione del trasporto richiede anche nuovi modelli di collaborazione tra industria, operatori, istituzioni, ricerca e imprese innovative.

L’Innovation District di IBE 2026 favorirà l’incontro tra aziende, investitori, startup e giovani talenti. La Call for Start-Up, aperta fino al 30 agosto 2026, è promossa da Italian Exhibition Group con il supporto di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Tecnopolo di Rimini, ANGI e ART-ER, oltre a EIT Urban Mobility per lo sviluppo internazionale.

Alle realtà espositrici più innovative saranno assegnati il Premio Lorenzo Cagnoni per l’innovazione, rivolto ai tre migliori progetti presentati alla manifestazione, e il Lorenzo Cagnoni Award Innovative Start-up, dedicato alle tre startup più innovative.

La plenaria di apertura ospiterà anche la presentazione del Rapporto Nazionale Future Ways 2026, con dati, tendenze e prospettive di crescita della mobilità condivisa.

Verso IBE 2026

Il rapporto MIT descrive un sistema in trasformazione. Gli italiani effettuano più spostamenti, ma percorrono distanze mediamente inferiori.

I transiti degli autobus aumentano, mentre il recupero dei passeggeri del TPL rimane incompleto nonostante un’offerta ormai vicina ai livelli del 2019.

La sfida consiste nel trasformare la quantità di servizio in qualità percepita: frequenze coerenti con la domanda, informazioni affidabili, semplicità di pagamento, integrazione, comfort e soluzioni capaci di raggiungere anche i territori meno densamente popolati.

In questo scenario si colloca la dodicesima edizione di IBE Intermobility Future Ways, organizzata da Italian Exhibition Group dal 24 al 26 novembre 2026 alla Fiera di Rimini, con il supporto di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ASSTRA, AN.BTI Confcommercio, Osservatorio Sharing Mobility ed EIT Urban Mobility.

IBE offrirà al settore l’occasione di confrontare i dati con le possibili risposte: autobus più evoluti, servizi a chiamata, strumenti digitali, nuove competenze e collaborazioni capaci di rendere il trasporto pubblico più accessibile, attrattivo e vicino alle esigenze delle persone.



PUBBLICAZIONE

24/08/2026

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