MaaS for Italy porta la mobilità come servizio dentro gli spostamenti di tutti i giorni.
Il white paper racconta la sperimentazione nazionale, i risultati raggiunti e il lavoro avviato nei territori. Si semplifica l’uso di mezzi e servizi diversi, dalla pianificazione al pagamento del viaggio.
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Muoversi non significa quasi mai usare un solo mezzo. Per arrivare a destinazione può servire un autobus fino alla stazione, poi un treno, magari un taxi per l’ultimo tratto.
In altri casi entrano in gioco bici, scooter, auto o monopattini in sharing.
Il problema è che oggi questa esperienza resta spesso frammentata. Ogni servizio ha la sua app, il suo account, il suo biglietto e il suo pagamento. Il risultato è una mobilità più complicata di quanto dovrebbe essere.
Il MaaS, Mobility as a Service, nasce per semplificare questi passaggi.
Attraverso un’unica esperienza digitale, permette di pianificare, prenotare e pagare viaggi che combinano mezzi e servizi diversi. MaaS for Italy è la prima sperimentazione nazionale su larga scala della mobilità come servizio. Un programma che colloca l’Italia tra i Paesi più avanzati su questo fronte.
Il white paper pubblicato dal Dipartimento per la trasformazione digitale, in collaborazione con il MIT, fa il punto sul progetto. Dentro ci sono i risultati, il lavoro dei territori e le prospettive di un modello che ha messo insieme pubblico, operatori della mobilità, imprese, ricerca e cittadini.
Che cosa significa MaaS per il cittadino
Per il cittadino, il MaaS non è prima di tutto una tecnologia, ma una semplificazione concreta della mobilità quotidiana. Significa poter confrontare diverse soluzioni di viaggio, combinare più mezzi, visualizzare tempi e costi, prenotare e pagare lo spostamento in modo integrato. L’utente non deve più ragionare per singolo operatore o per singolo mezzo. Può costruire il proprio viaggio scegliendo la combinazione più adatta alle sue esigenze.
Il percorso può includere trasporto pubblico locale, treni, taxi, auto in sharing, scooter, bici, monopattini e parcheggi, con l’obiettivo di rendere più accessibili le alternative all’auto privata.
Un progetto nazionale per superare la frammentazione
Il programma è partito nel 2021, dentro la strategia Italia digitale 2026. A sostenerlo sono le risorse del PNRR e del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari, con un investimento complessivo di 56,9 milioni di euro. La sperimentazione è partita da sei città pilota: Bari, Firenze, Milano, Napoli, Roma e Torino. Il programma si è poi esteso in: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano.
In tutto, MaaS for Italy ha coinvolto 13 territori: una platea che rappresenta circa il 42% della popolazione italiana.
La dimensione nazionale del programma è uno degli elementi più rilevanti.
La sfida non era solo portare nuove app sul mercato, ma rendere più leggibile un sistema complesso. In Italia la mobilità cambia molto da città a città: cambiano gli operatori, le piattaforme, i servizi disponibili e il modo in cui si accede ai trasporti. MaaS for Italy interviene qui, cercando di collegare pubblico e privato dentro un modello più integrato e più facile da usare per chi si sposta ogni giorno.
MaaS for Italy in numeri
MaaS for Italy vale complessivamente 56,9 milioni di euro. La parte più consistente, 26,9 milioni, è stata destinata alla sperimentazione nei territori. Altri 9 milioni sono andati alla digitalizzazione del trasporto pubblico locale, 7 milioni alla piattaforma nazionale DSRM e 14 milioni ai Living Lab su mobilità connessa, cooperativa e autonoma.
L’ecosistema attivato dalla sperimentazione comprende 116 operatori coinvolti, di cui 102 operatori di trasporto e mobilità e 14 MaaS Operator. Accanto a questi, il programma ha coinvolto 12 università e 223 aziende e startup, confermando la natura collaborativa e pubblico-privata del progetto.
I numeri raccontano bene l’evoluzione della sperimentazione. A fine 2025 il white paper registrava 697 mila viaggi e 48 mila viaggiatori, con una media di circa 14 spostamenti a persona.
Cinque mesi dopo, al 31 maggio 2026, i viaggi erano saliti a quasi 950 mila. Anche l’utilizzo medio è cresciuto, superando i 16 viaggi per utente.
Il risultato è doppio: da un lato il programma ha superato gli obiettivi previsti dal PNRR, dall’altro mostra che una mobilità più semplice, integrata e digitale può incontrare l’interesse dei cittadini.
Il ruolo del DSRM, l’infrastruttura digitale del MaaS
Il cuore tecnologico del programma è il Data and Services Repository for MaaS, il DSRM. Il DSRM è la piattaforma nazionale che mette ordine nei dati della mobilità. Raccoglie le informazioni sui servizi di trasporto. Le rende disponibili agli operatori in modo uniforme. Dentro il DSRM confluiscono informazioni di tipo diverso. Da un lato ci sono i dati statici, come linee, fermate, percorsi e orari programmati. Dall’altro ci sono i dati dinamici: aggiornamenti in tempo reale, variazioni del servizio e localizzazione dei mezzi.
Il DSRM consente agli operatori MaaS di accedere a questi dati secondo criteri comuni e standard condivisi. Il programma adotta infatti gli standard europei NeTEx e SIRI, fondamentali per garantire interoperabilità e uniformità nello scambio delle informazioni. Questo aspetto è decisivo: senza dati affidabili, aggiornati e interoperabili, la mobilità integrata resta difficile da realizzare. Il DSRM diventa quindi un’infrastruttura pubblica abilitante, paragonabile per funzione a una rete di base sulla quale operatori e servizi digitali possono costruire nuove soluzioni per i cittadini.
Trasporto pubblico, sharing e servizi complementari
Nel modello MaaS, il trasporto pubblico mantiene un ruolo centrale. Bus, tram, metropolitane e treni costituiscono l’ossatura degli spostamenti collettivi e rappresentano la base su cui costruire viaggi multimodali più efficienti.
Il trasporto pubblico resta centrale, ma il MaaS funziona se riesce a collegarlo con il resto dell’offerta di mobilità: taxi, car sharing, scooter, bici, monopattini e parcheggi. Per il cittadino significa avere più opzioni nello stesso punto di accesso. Può scegliere come muoversi in base al tempo, al costo, alla distanza o alla soluzione più comoda per quel viaggio. In questo modo, la mobilità diventa più flessibile. Per alcuni spostamenti sarà più conveniente usare il trasporto pubblico; per altri potrà essere utile combinare treno e taxi, oppure autobus e bici in sharing. Il MaaS permette di organizzare queste possibilità in un unico ambiente digitale.
Incentivi e nuove abitudini di mobilità
La sperimentazione ha previsto anche politiche di incentivo per favorire l’adozione delle soluzioni MaaS. Bonus d’ingresso e cashback hanno permesso agli utenti di sperimentare le app aderenti al programma e di acquistare viaggi multimodali con condizioni più convenienti. Questo elemento è importante perché il cambiamento delle abitudini di mobilità non dipende solo dalla tecnologia. Perché un cittadino scelga una soluzione alternativa all’auto privata, il servizio deve essere semplice, affidabile, conveniente e immediatamente comprensibile. Gli incentivi hanno quindi avuto una funzione di avvio, aiutando le persone a provare un nuovo modo di organizzare gli spostamenti quotidiani.
Un ecosistema pubblico-privato
MaaS for Italy ha messo in relazione soggetti molto diversi: amministrazioni centrali, enti locali, aziende di trasporto, operatori della mobilità condivisa, taxi, MaaS Operator, università, centri di ricerca, imprese tecnologiche e cittadini. Mettere insieme tutti questi soggetti non è semplice. Il MaaS richiede che operatori pubblici e privati lavorino sugli stessi dati, parlino con standard comuni e rendano i servizi compatibili tra loro.
In questo schema, il pubblico non entra per sostituire il mercato. Crea piuttosto le condizioni perché il mercato possa funzionare meglio: regole chiare, accesso ai dati e un’infrastruttura condivisa. Agli operatori resta il compito di costruire servizi utili per chi si muove ogni giorno. App più semplici, informazioni più affidabili, pagamenti integrati e nuove soluzioni per combinare mezzi diversi nello stesso viaggio.
I Living Lab di Milano e Torino
Accanto alle sperimentazioni territoriali, MaaS for Italy ha attivato due Living Lab a Milano e Torino, dedicati alla mobilità connessa, cooperativa e autonoma. A Milano la sperimentazione parte da una linea simbolo del trasporto pubblico: la 90-91, che percorre la circonvallazione esterna. Sensori, telecamere e semafori connessi trasformano il tracciato in una strada intelligente. I veicoli ricevono informazioni in tempo reale e il servizio può diventare più regolare, fluido ed efficiente.
A Torino, il Living Lab ToMove sperimenta soluzioni come il Digital Twin della città, una navetta autonoma per il trasporto pubblico a chiamata e un robot per le consegne dell’ultimo miglio. Si tratta di tecnologie diverse, ma accomunate dalla stessa visione: utilizzare dati, connessioni e automazione per migliorare la mobilità urbana.
Complessivamente, i Living Lab hanno realizzato 8 soluzioni sperimentali e attivato 14 partnership. Hanno coinvolto 1.544 cittadini, 54 ricercatori e ricercatrici e 223 organizzazioni, con 101 azioni di disseminazione e 1,5 milioni di euro di investimenti aggiuntivi attratti. Numeri che mostrano come la sperimentazione non abbia riguardato solo la tecnologia, ma anche il coinvolgimento dei territori, della ricerca e del tessuto produttivo.
Le prospettive future del MaaS
Il white paper individua diversi ambiti di sviluppo per la mobilità come servizio.
Il primo riguarda la personalizzazione. Le app MaaS possono evolvere verso veri e propri assistenti di viaggio, capaci di suggerire percorsi in base alle preferenze dell’utente, ai tempi, ai costi, all’accessibilità o all’impatto ambientale.
Un secondo ambito riguarda eventi, turismo e tempo libero. La mobilità può diventare parte integrante dell’esperienza: acquistare il biglietto per un concerto, una fiera o un evento sportivo potrebbe includere anche le soluzioni migliori per raggiungere la destinazione.
Un terzo fronte è quello della mobilità sistematica, cioè gli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-studio. In questo caso, aziende, università, enti e mobility manager possono avere un ruolo importante, promuovendo pacchetti integrati, benefit e incentivi per chi sceglie soluzioni più sostenibili.
Resta poi la sfida della sostenibilità economica. I MaaS Operator devono poter sviluppare modelli di business solidi, capaci di remunerare il servizio e garantire continuità nel tempo. La sperimentazione ha permesso di raccogliere dati e indicazioni utili, ma il passaggio dalla fase pilota a una diffusione più ampia richiederà regole, accordi e modelli industriali sostenibili.
Una mobilità più semplice, accessibile e integrata
MaaS for Italy dimostra che la mobilità come servizio può diventare una leva concreta per semplificare gli spostamenti dei cittadini e migliorare l’integrazione tra servizi diversi.
Il valore del programma non sta solo nei numeri raggiunti, ma nel metodo: costruire un’infrastruttura nazionale, adottare standard europei, coinvolgere territori diversi, favorire la collaborazione pubblico-privato e mettere al centro l’esperienza dell’utente.
Per il cittadino, il cambiamento è chiaro: meno frammentazione, meno app da consultare, meno pagamenti separati e più possibilità di scegliere come muoversi. Per il sistema della mobilità, la sfida è ancora più ampia: rendere dati, servizi e operatori parte di un ecosistema comune.
Il MaaS non aggiunge solo un’altra app alla mobilità. Prova a fare il contrario: ridurre la frammentazione.
L’idea è mettere nello stesso percorso servizi che oggi spesso restano separati. Mezzi pubblici, taxi, sharing, parcheggi e pagamenti diventano parti di un’unica esperienza. Per chi si sposta ogni giorno significa meno passaggi, più informazioni e una scelta più semplice.
PUBBLICAZIONE
22/06/2026