Durante l’evento dal titolo "Mobilità turistica: bus turistici in viaggio verso un parco mezzi sicuro e sostenibile", il direttore generale dell'Unrae Andrea Cardinale ha evidenziato come la sicurezza stradale rappresenti una priorità per l'industria automobilistica nazionale, con particolare attenzione al settore degli autobus, sollecitando un rapido ricambio dei mezzi più obsoleti.
Nonostante un leggero ringiovanimento della flotta complessiva, infatti, il settore richiede interventi strutturali urgenti per garantire standard ambientali e di sicurezza adeguati alle esigenze attuali della mobilità.
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La fotografia della flotta autobus nazionale
Attualmente, le arterie stradali del nostro Paese sono percorse da una flotta che sfiora complessivamente le 65 mila unità. Analizzando la composizione di questo vasto parco veicoli, nel dettaglio, emerge una ripartizione piuttosto bilanciata tra le diverse categorie di servizio: i pullman destinati ai collegamenti tra città coprono il 33% del totale, seguiti dai mezzi impiegati nel trasporto pubblico locale urbano che si attestano al 30%. Una quota rilevante, pari al 29%, è invece rappresentata dai veicoli dedicati esclusivamente al comparto turistico.
L'effetto degli investimenti pubblici sull'anzianità dei mezzi
Un segnale positivo giunge dal calo dell'età media dei bus in circolazione, che è scesa a 10,8 anni. Questo progresso è riconducibile in larga misura ai finanziamenti derivanti dal Pnrr, che hanno dato un impulso decisivo al rinnovamento del trasporto pubblico locale (TPL). Guardando ai dati più recenti, tuttavia, si nota un rallentamento nel mercato: nel 2025 le nuove messe su strada si sono fermate a circa 4 mila unità. Tale cifra evidenzia una flessione del 20% rispetto all'annualità precedente, con una concentrazione degli acquisti che continua a privilegiare i servizi di linea urbani rispetto a quelli privati o di lunga percorrenza.
Le criticità dei bus turistici e il peso dei veicoli datati
Il vero nodo critico della mobilità italiana riguarda la permanenza in servizio di mezzi eccessivamente vecchi, che incidono negativamente sulla sostenibilità e sulla sicurezza. Oltre il 23% dei veicoli attualmente operativi è stato fabbricato prima dell'entrata in vigore degli standard Euro 4, con una fetta di circa 15 mila autobus che vanta oltre due decenni di attività sulle spalle.
La situazione si fa ancora più complessa se si osserva specificamente il segmento dei bus turistici, dove la presenza di mezzi antecedenti alla normativa Euro 4 tocca il 32,2%. Alla luce di questi dati, secondo l'analisi dell'Unrae, appare dunque indispensabile varare politiche di sostegno al rinnovo che permettano di elevare la qualità dei servizi offerti e di ridurre l'impatto ambientale dell'intero sistema dei trasporti.
PUBBLICAZIONE
10/02/2026